CANNES - 20 MAGGIO 2010 - Francesco Maria Giro (foto), sottosegretario ai Beni e alle Attività Culturali ribadisce da Cannes l'impegno del governo per il cinema e in particolare per un finanziamento che non scenda sotto i 90 milioni annui. "Abbiamo ereditato un sistema fallimentare che premia i soliti noti, spesso logorati e non sempre all'altezza del loro passato". dice Giro.
"Noi vogliamo ora due cose - continua -. La prima, sganciare lo Stato dalla funzione di gestore unico dei fondi destinati alla cinematografia che invece devono essere affidati ad una struttura specializzata e dedicata come Cinecittà Luce; la seconda, superare il sistema automatico dei punteggi nella valutazione dei progetti perché è un sistema ingiusto e parziale che premia solo chi ha già ricevuto, escludendo i giovani e marginalizzando le opere prime e seconde che invece dovranno ricevere di più".
"In attesa di questo - prosegue Giro - l'impegno del ministro è quello di mantenere il Fus ai livelli dell'anno passato, perché anche noi siamo convinti che 90 milioni circa l'anno è la massa critica, al di sotto della quale è difficile andare per il cinema, ma occorre anche aver presente il quadro economico finanziario nazionale e mondiale che non è quello di uno o due anni fa".
"Rispetto al passato - conclude il sottosegretario - i produttori italiani potranno avvalersi degli incentivi fiscali già operativi che sono ora estesi anche ad imprenditori esterni alla filiera cine-audiovisiva. Immagino che siano soldi che arriveranno per produrre nuovi film".
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